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Il giorno in cui siamo entrati nel Natale
- 22 Gennaio 2026
- Posted by: Marcello Sottopietra
- Category: Maestra Rossella
In una mattina di dicembre che pizzica il naso, cammino con la mia classe tra le vie del centro. I passi fanno eco sull’asfalto freddo e le nostre voci si trasformano in nuvole bianche. Stiamo andando al teatro della Fondazione Filarmonica e già mi sembra di essere in un giorno speciale.
Ogni volta che passiamo davanti al Castello del Buonconsiglio, mi sembra di vivere in una fiaba: gli occhi si riempiono di bellezza. Il cielo è azzurro e pulito e l’aria profuma già di Natale. Nel petto sento tante emozioni che si muovono tutte insieme.
In piazza Italia sostiamo un po’ davanti alla pista da pattinaggio. Due ragazze scivolano sul ghiaccio come se avessero le ali e noi ridiamo, salutandole con la mano. Mi chiedo se durante le vacanze riuscirò anch’io a pattinare senza cadere.
Arrivati in piazza Duomo, le nostre voci allegre rimbalzano tra le case colorate, ma all’improvviso un uomo alto, con una sciarpa lunghissima e un megafono, ci fa cenno di tacere. Sta girando un film! Il cuore mi batte più forte. Forse dietro l’angolo c’è un attore famoso. Allora spalanco gli occhi, mi faccio piccolo piccolo e cammino piano, come se fossi invisibile.
E poi eccoci lì, davanti alla Fondazione Filarmonica e, anche se, non è la prima volta che veniamo, l’elegante scalinata ricoperta di tappeti rossi cattura la mia attenzione e mi lascia a bocca aperta. Intanto, le statue mi osservano silenziose e i quadri raccontano storie che non conosco ancora. Le maschere del teatro, nella loro elegante divisa, mi sorridono e mi conducono tra i corridoi: io mi sento importante, come se fossi stato invitato a una festa speciale.

Pieni di stupore, entriamo nella sala in silenzio. Le poltrone rosse sembrano infinite e, in fondo, il grande organo d’argento brilla come un tesoro. Ai suoi piedi, gli strumenti dell’orchestra si palesano misteriosamente nella loro lucentezza. Trattengo il fiato. In quel momento penso che forse la musica stia già dormendo lì dentro, pronta a risvegliare altre emozioni…

A Christmas Carol. Lo spettacolo sta per iniziare. Il pubblico cade in religioso silenzio quando l’attore protagonista, nel ruolo di Scrooge, sale sul palco e si sdraia al suo capezzale. Intonando un canto lento e tetro, entrano ad uno ad uno i musicisti e la storia ha inizio.

Con voce severa, Scrooge disprezza il Natale ed ogni forma di generosità. La frenesia dei preparativi dei giorni di festa prende forma attraverso l’inventiva dei musicisti che arrivano a suonare perfino una macchina da scrivere! Ma tutto questo non basta a far cambiare idea a Scrooge.
Improvvisamente, arriva un fantasma con catene tintinnanti: è Marley, il suo vecchio amico che lo ammonisce: se continuerà così, resterà solo per sempre.
Il racconto prosegue con l’apparizione di tre spiriti: prima quello del Natale Passato, che gli mostra i ricordi della sua giovinezza; poi quello del Natale Presente, che gli fa vedere la gioia e le difficoltà delle persone intorno a lui; e, infine, quello del Natale Futuro, che gli rivela un destino solitario e triste se non cambierà.
La musica cambia tono e si modula sui pensieri di Scrooge, accompagnandolo di continuo in un viaggio interiore fatto di rimpianti, domande e improvvisi bagliori di consapevolezza.
Non so più a cosa sto assistendo perché narrazione, canto, musica e danza si intrecciano: l’attore che canta e danza, i musicisti che recitano e cantano. È un tripudio di espressione creativa che avvolge tutti i sensi, facendomi entrare nel cuore della storia, nel corpo, negli occhi e nei pensieri dell’attore. Provo paura, rido, mi sento triste e poi sollevato; attraversato dalla malinconia, ne esco infine leggero e grato.
Come per magia – ma per quella magia che solo l’arte può manifestare – nemmeno Scrooge rimane indifferente alla forza curativa della musica. Si arrende al cambiamento, diventa generoso, gentile e solidale, e riscopre il vero significato del Natale: la gioia di stare insieme, l’ascolto e il perdono possono renderci persone migliori.
Quando siamo usciti dal teatro, l’aria è sempre fredda, ma qualcosa dentro di me è diverso: ho capito che il Natale non è solo una festa, ma è un modo di guardare gli altri, e forse anche me stesso, con più gentilezza. Un altro Natale è passato, ma non dimentichiamo che ogni giorno può essere Natale!

RIFERIMENTI: L’Associazione culturale Il Vagabondo ha realizzato con il compositore Nicola Segatta lo spettacolo “A Christmas Carol”, per voce recitante e orchestra, con l’attore Marco Alotto e La Piccola Orchestra Lumiere, che mette in musica in forma di radiodramma dal vivo il racconto capolavoro di Charles Dickens. Lo spettacolo va in scena regolarmente dal 2014, anno in cui nacque durante una residenza artistica de La Piccola Orchestra Lumiere presso la Società Filarmonica di Trento.